Camera Di Commercio Ferrara–Ravenna, due bandi per il piano giovani

È stato pubblicato dalla Camera di Commercio Ferrara-Ravenna l’edizione 2026 del bando “piano giovani”. I bandi sono due: uno per il sostegno delle attività giovani aperte da meno di 36 mesi e l’altro alle attività giovani under 35 aperte dal 1° gennaio 2026.  I bandi non sono cumulabili con eventuali investimenti fatti dagli agricoltori sul PSR per gli stessi costi ammissibili (stessi documenti di spesa) con eventuali altre misure contributive pubbliche locali, regionali, nazionali e di qualunque emanazione che costituiscano aiuti di Stato ai sensi della vigente disciplina.

BANDO A SOSTEGNO DELLA COMPETITIVITÀ DI IMPRESE GIOVANILI – EDIZIONE 2026

L’impresa per partecipare deve essere impresa giovanile under 35, iscritta al Registro Imprese e costituita da non più di 36 mesi;

L’impresa invia la richiesta di contributo a fronte di preventivi o fatture per le spese del progetto di sviluppo della competitività. Sono ammissibili le spese fatturate dall’1 gennaio 2026 al 31 marzo 2027

Il contributo verrà concesso nella misura del 60% dell’importo complessivo delle spese sostenute, al netto IVA e altri oneri, sino ad un massimo di € 2.500,00.

L’importo minimo delle spese ammissibili è di € 2.000,00, al netto di IVA e altri oneri.

Alle imprese femminili verrà riconosciuta una premialità di € 250,00, che si sommerà al contributo spettante.

Il contributo sarà erogato con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, ove dovuta.

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 26 maggio 2026 alle ore 12.00 del 22 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. La valutazione delle domande ai fini della concessione del contributo avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione.

La dotazione finanziaria del fondo camerale 2026 è di € 70.000,00

Sono ammissibili le spese per:

– acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientali o di efficienza energetica, di certificazioni ambientali di prodotto, relative alla linea di produzione oggetto del programma di investimento, di certificazioni per la parità di genere;

• servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica;

• acquisto di software gestionali, professionali e altre applicazioni aziendali o licenze inerenti l’attività dell’impresa;

• spese sostenute per il deposito di domande di brevetti e registrazione di modelli o disegni nazionali, europei,  internazionali (consulenze da parte di studi professionali o professionisti del settore, costi di traduzione per la nazionalizzazione del brevetto europeo in uno o più paesi, costi per ricerche di nteriorità, etc.);

• spese per lo studio, realizzazione e sviluppo del/i marchio/i d’impresa e relativa registrazione;

• spese per la realizzazione/implementazione del sito internet aziendale e interventi di cybersicurezza;

• acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi (escluse le semplici suppellettili o complementi d’arredo a titolo esemplificativo piante, quadri, cesti, lampade, etc.), impianti e strutture non in muratura e rimovibili necessari e funzionali allo svolgimento della specifica attività. È ammesso l’acquisto di beni rigenerati o ricondizionati.

Per ulteriori approfondimenti: https://www.ra.camcom.it/bandi/piano-giovani-bando-sostegno-della-competitivita-di-imprese-giovanili-edizione-2026

BANDO A SOSTEGNO DELLA CREAZIONE DI IMPRESE GIOVANILI – EDIZIONE 2026

L’impresa per partecipare deve essere “nuova” impresa giovanile under 35, iscritta al Registro Imprese a partire dall’1 gennaio 2026;

L’impresa invia la richiesta di contributo a fronte di preventivi o fatture per le spese di creazione e avvio della nuova impresa (ammissibili spese fatturate dall’1 gennaio 2026 al 31 marzo 2027)

Il contributo verrà concesso nella misura del 60% dell’importo complessivo delle spese sostenute, al netto IVA e altri oneri, sino ad un massimo di € 4.000,00.

L’importo minimo delle spese ammissibili è di € 3.000,00, al netto di IVA e altri oneri.

Alle imprese femminili verrà riconosciuta una premialità di € 250,00, che si sommerà al contributo spettante.

Il contributo sarà erogato con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, ove dovuta.

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 19 maggio 2026 alle ore 12.00 del 22 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. La valutazione delle domande ai fini della concessione del contributo avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione.

La dotazione finanziaria del fondo camerale è di € 100.000,00;

Sono ammissibili le spese per:

– parcelle notarili relative alla costituzione o alla trasmissione dell’impresa (al netto di imposte, tasse e diritti di segreteria);

– acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi, strutture non in muratura e rimovibili necessari e funzionali all’attività di impresa (sono ammessi anche i beni ricondizionati);

– quote iniziali del contratto di franchising, nel limite del 30% del totale dell’investimento complessivamente ammesso;

– acquisto di software gestionali, professionali e altre applicazioni aziendali inerenti l’attività dell’impresa;

– spese per la realizzazione/implementazione del sito internet aziendale e interventi di cybersicurezza;

– acquisto di attrezzature di protezione degli accessi ai locali in cui sono esercitate le attività d’impresa, sistemi di allarme, videosorveglianza, antitaccheggio, antifurto, attrezzature per videosorveglianza, video–protezione con cassetta di registrazione e assimilabili;

– spese per lo studio, realizzazione e sviluppo del/i marchio/i d’impresa e relativa registrazione;

– spese per il deposito di domande di brevetti e registrazione di modelli o disegni nazionali, europei, internazionali (incluse le consulenze da parte di studi professionali o professionisti del settore, costi di traduzione per la nazionalizzazione del brevetto europeo in uno o più paesi, costi per ricerche di anteriorità, etc.);

– tassi di interesse su finanziamenti concessi per l’avvio dell’attività

– ricerche di mercato relative all’analisi di settore e ai segmenti di mercato potenziali;

– consulenza e servizi specialistici nelle aree: marketing, logistica, produzione, personale, organizzazione e sistemi informativi, economico-finanziaria, contrattualistica, comunicazione, formazione sicurezza lavoratori e primo soccorso;

– spese per la fideiussione bancaria o assicurativa obbligatoria rilasciata a favore della Camera di commercio a garanzia delle somme erogate e del rispetto dell’impegno a mantenere attiva l’impresa per almeno 24 mesi dalla data di liquidazione del contributo.

Per ulteriori approfondimenti: https://www.ra.camcom.it/bandi/piano-giovani-bando-sostegno-della-creazione-di-imprese-giovanili-edizione-2026

Bando regionale DGR 714 del 11/05/2026 – Acquisto presidi per la prevenzione dei danni da fauna selvatica

Beneficiari: 

esclusivamente le microimprese, le piccole e medie imprese attive in Emilia-Romagna che:

– siano in possesso di partita IVA, fatti salvi i casi di esclusione previsti dalla normativa vigente in materia;

– siano iscritte ai registri della CCIAA, fatti salvi i casi previsti dalla normativa vigente;

– siano iscritte all’Anagrafe Regionale delle Aziende Agricole di cui al RR 17/2003, con posizione debitamente validata;

– siano registrate presso l’Azienda U.S.L. competente per territorio se previsto e, in caso di allevamento di specie selvatiche, in regola con quanto prescritto dalla specifica normativa vigente in materia;

INTERVENTI AMMISSIBILI

Ai fini del presente bando le tipologie degli interventi di prevenzione per danni arrecati dalla fauna selvatica sono ammissibili limitatamente alle specie e ai territori di seguito indicati:

  1. contributi per interventi volti alla prevenzione dei danni da specie protette alle produzioni agricole, erogati secondo le condizioni e i criteri previsti dalla deliberazione di Giunta regionale n. 892/2025;
  2. contributi per interventi volti alla prevenzione dei danni da specie non protette in zone non protette ai sensi delle predette disposizioni internazionali e nazionali, da specie cacciabili di cui all’art. 18 della Legge n. 157/1992 per le quali il prelievo venatorio sia vietato temporaneamente, da sconosciuti nel corso dell’attività venatoria, da cani agli allevamenti zootecnici, da specie di fauna esotica (alloctona) ed esotica invasiva (ai sensi del Regolamento UE n. 1143/2014), viventi con popolazioni vitali allo stato naturale, sull’intero territorio agrosilvo-pastorale, in quanto non oggetto di prelievo venatorio, fatta eccezione per la nutria;
  3. contributi per l’acquisto di sistemi di prevenzione dei danni arrecati da specie non protette in zone non protette ai sensi delle predette disposizioni internazionali e nazionali e da specie di fauna esotica (alloctona) ed esotica invasiva (ai sensi del Regolamento UE n. 1143/2014), alle imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti dell’itticoltura.

Affinché l’intervento venga considerato effettuato nelle diverse zone di protezione è necessario che l’appezzamento oggetto di prevenzione vi ricada per una percentuale non inferiore al 70%. 

Sono esclusi interventi su specie cacciabili in territorio cacciabile.

Sono escluse dal contributo le imprese che hanno beneficiato di contributi pubblici per analoghi interventi di prevenzione sulle medesime superfici (particelle catastali).

Sono ammissibili le seguenti tipologie di intervento:

  1. Creazione di protezioni fisiche con recinzioni perimetrali, recinzioni individuali in rete metallica o shelter in materiale plastico, reti antiuccello;
  2. Protezione elettrica a bassa intensità;
  3. Protezione acustica con strumenti ad emissione di onde sonore, di suoni o di ultrasuoni, apparecchi radio;
  4. Protezioni visive con sagome di predatori anche tridimensionali e gonfiabili, nastri olografici, palloni predator;
  5. Cani da guardiania.

È comunque previsto il finanziamento di nuovi materiali atti ad ottimizzare dotazioni già presenti in azienda.

La spesa massima ammissibile per ogni singola impresa a copertura dell’acquisto dei presidi di prevenzione è di Euro 3000,00 mentre la spesa minima è definita in Euro 300,00.

La spesa massima ammissibile per ogni singola impresa di itticoltura a copertura dell’acquisto dei presidi di prevenzione è di Euro 5000,00 mentre la spesa minima è definita in Euro 300,00.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 24 luglio 2026

La mancata presentazione della domanda completa di tutte le informazioni richieste entro il termine perentorio sopra previsto comporta l’impossibilità di accesso agli aiuti del presente bando.

Per le ditte che intendono effettuare recinzioni fisse si ricorda di chiedere preventivamente al proprio Comune o Unioni di Comuni le eventuali autorizzazioni e spese per la loro realizzazione, evitando successive rinunce ed economie di spesa che potrebbero portare all’esclusione di ditte interessate.

Per la recinzione anti-lupo che la Ditta al momento della presentazione della domanda sia in possesso di: Allevamento di “BESTIAME” (Bovino, Ovi-caprino, suino, equino) con codice di stalla adeguato alla tipologia di allevamento effettuata. Sono esclusi gli allevamenti di bassa corte.

I presidi dovranno essere acquistati entro e non oltre il 15/04/2027 e le domande di liquidazione  entro il 15 maggio 2027.

Esclusivamente per le protezioni meccaniche o elettrificate perimetrali la messa in opera dovrà essere effettuata entro il 30/06/2027 e la domanda di liquidazione entro il 30/07/2027.

Per informazioni rivolgersi agli uffici Cia di riferimento.

Link per scaricare la delibera in Pdf https://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2026/756&ENTE=1

Multifunzionalità/Bando laboratori di trasformazione, scadenza 14 luglio 2026 ore 13.00

Beneficiari: imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, singoli o associati

Sostegno: Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, sarà pari:

– al 50 % della spesa ammissibile per gli interventi posti nella Zona D” Aree rurali con problemi di sviluppo”;

– al 45% della spesa ammissibile per gli interventi posti nella zona C “Aree rurali intermedie”;

– al 40% della spesa ammissibile per gli interventi nelle restanti zone del territorio regionale: zona B “Aree ad agricoltura intensiva e specializzata” e zona A “Aree urbane e periurbane”.

L’esatta delimitazione delle aree rurali è riportata nella sezione dedicata.

Il sostegno sarà calcolato ed erogato nel rispetto delle norme fissate per gli aiuti “de minimis” (Regolamento (UE) n. 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023).

Risorse: Euro 1.500.000

Spese ammissibili: L’intervento sostiene investimenti per la creazione, la valorizzazione e lo sviluppo della trasformazione di prodotti agricoli prevalentemente in prodotti non compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), e loro lavorazione e commercializzazione in punti vendita aziendali.

Sono ammesse le seguenti spese per la creazione e/o l’allestimento di spazi idonei da destinare alla lavorazione e conseguente trasformazione della materia prima:

a) interventi di costruzione, ristrutturazione, ampliamento di fabbricati aziendali localizzati nel territorio rurale da destinare a locali per la lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli;

b) acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e dotazioni strettamente legate alla trasformazione, e all’eventuale confezionamento e etichettatura dei prodotti lavorati nel laboratorio oggetto dell’intervento. Sono ammissibili esclusivamente beni inventariabili;

c) costruzione, ristrutturazione, ampliamento di fabbricati aziendali localizzati nel territorio rurale per la creazione di punti vendita aziendali nel limite massimo del 30% della spesa complessiva ammissibile relativa agli investimenti di cui ai punti a) e b);

d) allestimento di punti vendita aziendali, attrezzature informatiche (solo se beni inventariabili) e relativo software per la gestione anche on-line della vendita dei prodotti realizzati nei laboratori oggetto di intervento (sono escluse le attività di promozione, i costi di manutenzione e di gestione ecc.) nel limite massimo del 5% della spesa complessiva ammissibile relativa agli investimenti di cui ai punti a) e b);

e)  spese generali e tecniche, come specificate dai paragrafi 1.10. “Eleggibilità delle spese” e 1.11 “Spese ammissibili” delle “Disposizioni comuni”.

Scadenza: 14 luglio 2026 ore 13.00

Multifunzionalità/Bando agricoltura sociale, scadenza 14 luglio 2026 ore 13.00

Beneficiari: imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, singoli o associati

Sostegno: Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, sarà pari al 60% della spesa ammissibile. Il sostegno sarà calcolato ed erogato nel rispetto delle norme fissate per gli aiuti “de minimis” (Regolamento (UE) n. 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023)

Risorse: Euro 1.500.000

Spese ammissibili: Sono ammesse al sostegno le seguenti tipologie di intervento relative ad investimenti per l’adeguamento delle aziende agricole al fine di realizzare o ampliare attività di agricoltura sociale:

– interventi di recupero e riuso del patrimonio edilizio dell’azienda agricola e di nuova costruzione da destinare all’attività di agricoltura sociale. La nuova costruzione è ammessa unicamente per l’ampliamento degli edifici esistenti destinati a servizi accessori o vani tecnici funzionali alla medesima attività di agricoltura sociale;

– sistemazioni esterne a servizio dei fabbricati agricoli utilizzati per l’agricoltura sociale;

– allestimento di locali e spazi esterni utilizzati per l’attività di agricoltura sociale. Per allestimento si intende acquisto di beni inventariabili, quali mobili, dotazioni e attrezzature;

– spese generali e tecniche, come specificate dai paragrafi 1.10. “Eleggibilità delle spese” e 1.11 “Spese ammissibili” delle “Disposizioni comuni”;

– acquisto di attrezzature informatiche e relativo software per la gestione dell’attività oggetto di sostegno. Il software può essere di base o specifico per uso di agricoltura sociale.

Scadenza: 14 luglio 2026 ore 13.00

Nuove disposizioni obbligatorie per l’etichettatura dei prodotti IG-Nota esplicativa

Il  Masaf ha fornito gli attesi chiarimenti sulle norme obbligatorie relative all’etichettatura dei prodotti DOP e IGP. Il documento ministeriale accoglie diverse osservazioni presentate da Cia durante la fase di consultazione sullo schema di Decreto legislativo di attuazione del Regolamento (UE) 2024/1143.

Come noto, il Regolamento ha introdotto importanti novità per la tutela delle Indicazioni Geografiche. In

particolare, l’articolo 37 (modificato dal Reg. UE 2026/471) stabilisce l’obbligo di indicare il nome del

produttore o dell’operatore nel medesimo campo visivo dell’indicazione geografica.

Per facilitare la corretta applicazione della norma, la circolare specifica che per campo visivo si intendono

tutte le superfici dell’imballaggio leggibili da un unico angolo visuale, senza dover ruotare il prodotto. Di

conseguenza, il nome del prodotto e quello del produttore devono essere visibili contemporaneamente

almeno una volta. Tale requisito si ritiene soddisfatto anche qualora le due informazioni compaiano

esclusivamente sul retro-etichetta, purché leggibili insieme.

Ai fini dell’adempimento, il testo ministeriale precisa le figure coinvolte:

– Il Produttore è la persona fisica o giuridica iscritta al sistema di controllo della DOP o IGP. In caso di

pluralità di soggetti, è sufficiente indicarne uno (anche il responsabile della fase che conferisce le

caratteristiche essenziali al prodotto).

– L’Operatore è il responsabile della fase di produzione o della trasformazione sostanziale, ossia

dell’operazione che modifica irreversibilmente lo stato del prodotto.

Si precisa inoltre che l’utilizzo di un marchio commerciale o di un logo non assolve l’obbligo, a meno che il

nome commerciale non coincida esattamente con la ragione sociale ufficiale dell’azienda.

Il documento menziona infine l’applicazione per alcuni casi specifici ed esplicativi:

– Per i prodotti invecchiati o stagionati (es. formaggi), lo stagionatore può figurare come produttore in

etichetta, se tale fase è prevista dal disciplinare.

– L’obbligo si estende ai prodotti venduti sfusi o al banco (es. carni o formaggi); in queste casistiche,

l’informazione può essere fornita tramite appositi avvisi esposti in prossimità del prodotto.

– Ai fini di questa disposizione, non è richiesta l’indicazione dell’indirizzo dello stabilimento produttivo.

Per garantire una transizione ordinata e limitare gli oneri a carico delle imprese, sono state confermate

tempistiche adeguate:

– i prodotti etichettati prima del 14 maggio 2026 possono essere commercializzati fino a esaurimento

delle scorte, anche se non rispettano la regola del campo visivo.

– Lo smaltimento delle etichette già stampate potrà continuare per i prodotti circolanti sul territorio

nazionale, infatti, è consentito l’utilizzo delle etichette stampate prima del 14 maggio 2026 per un

ulteriore periodo di 3 mesi, ovvero fino al 14 agosto 2026.

Primo Maggio Massa Lombarda

Cia Romagna come ogni anno partecipa alla Festa dei Lavoratori a Massa Lombarda il Primo Maggio 2026. Il presidente dell’Anp Romagna, Pierino Liverani, interverrà, alle 10.30, in Piazza Matteotti. Alle 14.45 partirà l’immancabile pedalata, che vede fra gli organizzatori anche Cia Romagna

CHIARIMENTI SU FATTURAZIONE ELETTRONICA PER I PRODOTTI  SOGGETTI A CUN 

Lo scorso venerdì 17 aprile si è svolta la videoconferenza nel corso della quale sono stati forniti  opportuni chiarimenti sulle questioni da molti soci sollevate. 

Si ritiene, pertanto, utile condividere i chiarimenti resi dal MASAF e dall’Agenzia delle entrate nel  corso dell’incontro, in attesa che, come riferitoci, lo stesso Ministero pubblichi apposite FAQ o  specifici documenti.  

1. Inquadramento normativo e finalità  

Ratio della norma: L’obbligo di inserire il codice CUN ha una finalità esclusivamente statistica,  volta a garantire maggiore trasparenza nelle relazioni commerciali. In tale contesto, lo  strumento della fattura elettronica è stato individuato come mezzo per la raccolta rapida dei dati  che verranno successivamente trasmessi a BMTI per l’elaborazione di report. 

Assenza di sanzioni: Stante quanto sopra riportato il codice CUN non è un dato obbligatorio ai  fini fiscali secondo il DPR 633/72 o la direttiva IVA e, di conseguenza, eventuali difformità  nell’utilizzo di questo codice non comportano l’applicazione di sanzioni da parte  dell’Agenzia delle entrate. Allo stesso modo non è obbligatorio adottare le soluzioni previste  dalla disciplina IVA nel caso di errori ed omissioni legate all’utilizzo del codice CUN per  correggere o annullare le relative fatture (es. Note di variazione previste dall’art. 26 IVA).  

Tempistiche: L’obbligo di indicazione del codice CUN è in vigore dal 18 marzo.Tuttavia,  nella fase di sperimentabilità è concesso un periodo di tolleranza, seppur di poche settimane, per  permettere alle aziende e alle software house di aggiornare i propri sistemi gestionali.  

2. Ambito di applicazione  

Corrispondenza esatta: Il codice CUN va inserito solo ed esclusivamente se il prodotto  corrisponde in modo pedissequo alla descrizione presente nei listini CUN. In assenza di tale  corrispondenza (ad esempio nel caso di uova biologiche, non espressamente previste nei  listini), l’obbligo non sussiste.  

Casi di esclusione: Sono esclusi i prodotti che hanno subito trasformazioni (es. carne  macellata e tagliata per il dettaglio), i prodotti congelati e quelli confezionati, in quanto i costi di  lavorazione falserebbero il prezzo originario rilevato dalla CUN.  

Sono escluse anche le vendite “B2C”, ovvero quelle rivolte a soggetti privati.  

Casi di inclusione: L’obbligo di indicazione del codice CUN sussiste per i passaggi interni (es.  da azienda agricola ad agriturismo) o i conferimenti a cooperative, purché vi sia l’emissione di  una fattura con l’indicazione di prezzo e quantità.

3. Modalità operative di fatturazione  

Fatture miste: Le fatture possono essere miste (quindi ricomprendere sia prodotti CUN sia  prodotti non CUN, su righe separate). Nel caso in cui si debba emettere una fattura mista,  l’operatore dovrà semplicemente suddividere i prodotti su righe distinte e inserire il codice  identificativo CUN esclusivamente sulla riga corrispondente al prodotto quotato, tralasciando  il codice per le righe relative ai prodotti non quotati.  

Gestione di Premi e Sconti: Se lo sconto o la maggiorazione (premio) riguarda specificamente  il bene oggetto di contrattazione, questo deve essere inserito all’interno della singola linea di  prodotto o comunque associato ad essa. In questo modo, l’importo incide direttamente  sull’imponibile e sull’IVA di quel prodotto quotato. Se invece si tratta di uno sconto generico  applicato sul totale del pagamento, questo va inserito nella parte finale della fattura. Questa  modalità non modifica l’imponibile della singola linea di prodotto, rappresentando  semplicemente uno “sconto a pagare” sul conto finale.  

Fatture di Acconto e Saldo: La pratica commerciale prevede spesso l’emissione di una prima  fattura in acconto (ad esempio a fine anno) che copre solo una percentuale del valore totale (es.  40%, 50% o 60%), seguita mesi dopo da una fattura a saldo. Il timore degli operatori è che,  inserendo il codice CUN nella fattura di acconto, il sistema registri un prezzo unitario  nettamente inferiore al reale valore di mercato, falsando così al ribasso le statistiche lette dai  commissari.  

Trattandosi di una criticità rilevante e oggettiva il Ministero e BMTI hanno concordato sulla  necessità di approfondire tale aspetto e fornire indicazioni successivamente.  

4. Regole tecniche per specifici prodotti  

Suinetti e Magroni (Tolleranza di peso): Poiché il listino CUN dei suinetti indica pesi specifici  (es. 7 kg, 15 kg, 25 kg), BMTI propone di applicare una tolleranza di ± 2 kg. Ad esempio, il codice  per i 15 kg dovrà essere usato per suinetti dai 13 ai 17 kg. Questo per evitare di creare decine di  codici diversi ed evitare la dispersione dei dati.  

Suini da macello e Suinetti di pari peso: Qualora ci si trovi a dover fatturare un suino con un peso presente in entrambi i listini (ad esempio, un capo da 100 kg), la corretta distinzione si  effettua in base alla destinazione d’uso del prodotto. Nello specifico, se l’animale è destinato alla  macellazione, rientrerà nella classificazione della CUN “Suini da macello”; se, viceversa, è  destinato al ristallo o all’ingrasso, rientrerà in quella dei “Suinetti”. Infine, per le partite di suini da  macello che presentano un range di peso, il codice CUN di riferimento da inserire dovrà essere  individuato calcolando il peso medio aritmetico dell’intera partita venduta.  

Grano Duro: Verranno previsti 16 codici, che incrociano le 4 aree geografiche (Nord, Centro,  Sud, Isole) con le 4 caratteristiche qualitative.  

Le declaratorie del listino CUN per il grano duro fanno esplicito riferimento a “prezzi espressi in  euro/tonnellata con modalità franco partenza centro di stoccaggio“. Di conseguenza,  il codice CUN dovrà essere inserito esclusivamente in quelle fatture che rispettano questa precisa modalità logistica. Qualora siano previste modalità di consegna differenti (che  implicano ad esempio costi di trasporto aggiuntivi in grado di impattare in modo rilevante sul  prezzo finale), il prodotto transato non coincide più con quello del listino CUN e il codice non deve  essere indicato  

Uova: La questione (compresa la differenza di fatturazione a peso o a pezzo) è attualmente in  fase di revisione da parte della Commissione stessa per trovare una soluzione semplificata.  

Non ci sono quindi ancora risposte definitive per tutte le casistiche del settore e le specifiche  verranno comunicate in un secondo momento.  

Le regole CUN fanno riferimento alle uova “in natura”, che per definizione non sono  confezionate; bisogna attenersi strettamente a questa classificazione e allo scopo della  commissione per decidere se inserire il codice o meno. 

Al di là del fatto che non siano previste sanzioni né obblighi di rettifica, l’aspetto derimente è  legato alla opportunità offerta da questa misura di monitorare costantemente i prezzi di  vendita di alcuni prodotti agricoli, nell’interesse particolare dei produttori agricoli; per questo è  opportuno operare con la massima diligenza, al fine di garantire la correttezza e l’attendibilità dei  dati trasmessi, nell’interesse dell’intero comparto agricolo coinvolto.  

Si raccomanda dunque di procedere all’inserimento dei codici CUN nelle fatture attenendosi alle  presenti indicazioni operative, in attesa della pubblicazione dei chiarimenti ufficiali da parte del  MASAF e di eventuali ulteriori indicazioni. 

Gli uffici fiscali restano a vostra disposizione per chiarimenti.

Frutteti resilienti, bando annualità 2026

La scadenza per la presentazione delle domande di sostegno è il 30 giugno 2026 alle ore 13:00.

Con la Delibera n. 480/2026 viene approvato il bando Co-PSR 2023-2027 Intervento SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – Frutteti resilienti” annualità 2026.

Le risorse totali assegnate al bando ammontano 20.000.000 €.

Ogni impresa dovrà presentare un Piano degli investimenti (PI) che preveda esclusivamente interventi riferiti alla costituzione di nuovi impianti frutticoli e olivicoli, obbligatoriamente corredati da almeno due sistemi di protezione attiva tra quelli elencati nel bando.

I beneficiari sono le imprese agricole che, al momento della presentazione della domanda, sono in possesso dei requisiti previsti dalle “Disposizioni comuni”, inclusa la condizione di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) o di Coltivatore diretto. Sono ammesse anche le proprietà collettive (solo per investimenti realizzati per la gestione diretta dei terreni condotti). Sono invece escluse le imprese con Piano di Sviluppo dell’Azienda Agricola (PSA)/ Piano investimenti (PI) già attivi sui tipi di intervento 6.1.01/4.1.02 o SRE01/SRD01.

L’aliquota di sostegno è pari al 60% del costo ammissibile dell’investimento. Il limite massimo di spesa è di 1.500.000 €, mentre il limito minimo è così definito:

  • 10.000 € (zone svantaggiate)
  • 20.000 € (altre zone)

In sintesi, le spese ammissibili sono le sottostanti:

  • Realizzazione di nuovi impianti frutticoli e olivicoli unicamente con materiale di propagazione in possesso della certificazione volontaria nazionale, con deroghe nel caso di:
    • Per drupacee e pomacee è consentito anche l’uso di materiale certificato UE o CAC, se incluso nell’apposito elenco.
    • Per altre specie, l’uso di materiale certificato UE o CAC è ammesso solo in caso di indisponibilità del materiale nazionale, da dimostrare con dichiarazioni di tre vivaisti.
    • Non sono ammissibili:
      • materiale CAC non rientrante nelle deroghe previste
      • piante assemblate in azienda
      • materiale di propagazione impiegato per operazioni di sovrainnesto in azienda
  • Acquisto e messa in opera di almeno due sistemi di difesa attiva a scelta tra quelli sottoindicati
    • Difesa dalla siccità:
      • Impianti irrigui
      • Invasi aziendali ad uso irriguo (con obbligo di installazione di misuratori dei volumi in entrata e uscita)
    • Impianti antigrandine
    • Sistemi di prevenzione dai danni provocati al potenziale produttivo da gelate primaverili:
      • ventilatori o bruciatori antibrina (nel rispetto delle normative ambientali e acustiche)
      • impianti irrigui con funzione antibrina (aspersione soprachioma fissi o ad aspersione sottochioma, con micro-irrigatori dinamici – micro-sprinkler)
    • Impianti con abbinamenti o reti multifunzioni (reti antinsetto, reti antipioggia)
  • Spese tecniche (onorari di professionisti e consulenti), ammissibili purché:
    • direttamente collegate agli investimenti
    • contenute entro i limiti previsti dal prezzario regionale

La scadenza per la presentazione delle domande di sostegno è fissata al giorno 30 giugno 2026 alle ore 13:00.

Per il Bando e maggiori dettagli consulta il sito della Regione Emilia-Romagna a questo link: https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi/2026/srd01-investimenti-produttivi-agricoli-competitivita-aziende-agricole-frutteti-resilienti

NUOVO OBBLIGO DI INDICAZIONE DEL “CODICE CUN” NELLE FATTURE  ELETTRONICHE 

Si informa che, a seguito della pubblicazione del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del  18 marzo 2026 (Prot. n. 93628/2026) , sono state definite le modalità tecniche per l’integrazione  delle fatture elettroniche relative ai prodotti agricoli soggetti alle Commissioni Uniche Nazionali  (CUN)

1. Ambito di applicazione 

L’obbligo riguarda le cessioni di prodotti per i quali è attiva una CUN (istituite per garantire  trasparenza e prezzi certi nelle filiere agroalimentari). Attualmente, i comparti interessati  includono uova, suini (vivi e carni) e conigli e dal 30.03.2026 anche il grano duro

2. Come compilare la fattura elettronica 

Per ogni riga di prodotto soggetta a CUN, è necessario compilare il blocco XML  <AltriDatiGestionali> (sezione 2.2.1.16 del tracciato ordinario) come segue: 

Campo <TipoDato> (2.2.1.16.1): inserire la dicitura fissa “CUN”

Campo <RiferimentoTesto> (2.2.1.16.2): inserire il codice identificativo del prodotto (Codice CUN) prelevato dall’elenco ufficiale pubblicato sul sito del Ministero dell’agricoltura  (MASAF). 

3. Finalità e monitoraggio dei dati 

I dati indicati (codice CUN, unità di misura, quantità e prezzo totale) verranno trasmessi  settimanalmente dall’Agenzia delle Entrate, in forma anonima e aggregata, alla segreteria tecnica  delle CUN tramite la piattaforma B.M.T.I. S.c.p.A.. Tale flusso è finalizzato alla redazione di report  informativi sulla trasparenza dei mercati. 

4. Decorrenza e Sanzioni 

L’obbligo è da ritenersi immediato. La mancata o errata indicazione del codice CUN, dal  momento che l’indicazione arriva da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, potrebbe comportare l’applicazione delle sanzioni previste per l’errata documentazione delle operazioni: 

Sanzione base: 250 euro (Art. 6, c. 1, D.Lgs. 471/1997). 

Ravvedimento operoso: è possibile regolarizzare l’errore entro 90 giorni tramite nota di  credito e riemissione della fattura corretta, versando una sanzione ridotta (circa 27,78  euro). 

A seguito dei numerosi quesiti emersi da parte degli operatori la nostra Organizzazione ha chiesto ed ottenuto un incontro alla quale parteciperanno rappresentanti dell’Ade e della segreteria CUN  di BMTI, nonché i rappresentanti nazionali delle diverse OO.PP. interessate al provvedimento  dell’Ade in merito ai codici CUN per segnalare e cercare soluzioni alle criticità emerse.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – mail: emiliaromagna@cia.it PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali –  Whistleblowing policyTrasparenza

WhatsApp chat