Cia Romagna, riorganizzazione nelle zone di Faenza e Bassa Romagna

Gian Marco Spada, nella zona della Bassa Romagna dal 1° gennaio 2024, dal 16 febbraio 2026 torna a operare nella zona di Faenza come responsabile del Caa e come responsabile del rapporto soci e supporto alla rappresentanza, ruolo fino a ora ricoperto da Samuele Amadei. Spada, agrotecnico laureato in Tecnologie Alimentari, lavora in Cia dal 2019 e si occupa anche di investimenti e credito

Samuele Amadei si dedicherà al fondiario, uno dei settori sui quali Cia Romagna sta puntando molto, in qualità di referente della zona di Faenza. Amadei, in Cia dal 2001, si occupa quindi di contrattualistica (affitti, comodati, ecc.) e di assistenza nelle compravendite; inoltre tratta varie questioni (conflitti tra confinanti, servitù, espropri). Svolge attività di consulenza generale e di primo orientamento per associati e potenziali nuovi associati, in particolare su assetti aziendali, passaggi generazionali, trasformazioni e compravendite, coinvolgendo, quando necessario, i colleghi dei settori di competenza. Mantenendo comunque un profilo tecnico, anche in virtù della formazione, svolge ancora alcune pratiche per l’ufficio tecnico (e CAA). È designato da Cia Romagna come membro del Comitato locale di Faenza della BCC e della Commissione Espropri della provincia di Ravenna.

Per la zona Bassa Romagna, il ruolo di responsabile rapporto soci e supporto alla rappresentanza viene affidato a Lucia Betti, che subentra a Spada. Lucia Betti collabora con Cia come libera professionista dal 2012 nell’ambito della comunicazione: prima con Cia Ravenna e dal 2018 con Cia Romagna. Dal 12 gennaio 2026 è dipendente Cia Romagna con la mansione di referente della comunicazione. Laureata in scienze politiche internazionali a Forlì, iscritta all’ordine dei giornalisti dal 1992, ha operato nell’ambito della ricerca politico-economica e sociale; ha svolto collaborazioni per pubblicazioni specializzate con diverse case editrici e collaborazioni con testate giornalistiche; si è occupata di comunicazione per progetti culturali, di promozione turistica e sociali e di pubbliche relazioni.

COMUNICAZIONE PRODOTTI LEGNOSI COMMERCIALIZZATI NEL 2025

Si ricorda che tutte le aziende che immettono sul mercato legno o prodotti da esso derivati sono tenute a comunicare al RIL ( Registro imprese Legno)  applicazione dei regolamenti UE (EUTR e FLEGT)  il quantitativo di legno da commercializzare.Possiamo avere due casistiche:a) Aziende non iscritte agli albi regionali delle imprese forestali a valenza nazionale  ( An-Cn) o iscritte ai soli albi regionali (A e C). Tra questo possono rientrare le aziende agricole che commercializzano legno derivante da taglio di boschi in conduzione (proprietà, affitto ecc). Per queste aziende se commercializzano il legno devono, a partire dal 16 gennaio e comunque prima della prima commercializzazione di legname  comunicare i quantitativi di legname inserendo i valori 2025.

L’iscrizione si fa esclusivamente online sul portale del MIPAAF utilizzando lo SPID individuale di ogni titolare dell’azienda con il pagamento di € 20,00.  La conferma dell’iscrizione con il relativo pagamento è da farsi ogni anno.

https://mipaaf.sian.it/portale-mipaaf/home.jsp

Per procedere all’iscrizione occorre fornire le seguenti informazioni:

denominazione, forma giuridica, ragione sociale, sede legale, recapiti comprensivi di indirizzi di posta elettronica, ordinaria e se disponibile PEC, Cod. Fisc. e Partita IVA dati anagrafici del legale rappresentante con riferimento al legno; denominazione commerciale e tipologia, regione italiana e, se possibile, località, quantità annuale, commercializzata e, se disponibile controvalore in Euro.

Per assicurare la richiesta tracciabilità ai prodotti immessi sul mercato occorre che tutte le aziende si dotino di un apposito registro sul quale annotare le principali informazioni (autorizzazione/comunicazione, località, tipologia, quantità e estremi dell’acquirente). 

B) aziende iscritte agli Albi delle aziende forestali a valenza nazionale ( An-Cn) (le aziende agricole di norma sono iscritte alla Cn).

In questo caso le aziende non hanno l’obbligo di comunicare direttamente al RIL i quantitativi di legno prodotto nell’anno precedente, in quanto verrà fatto direttamente dalla regione ER senza l’obbligo di pagare 20 euro. 

Le aziende sono però tenute a comunicare alla Regione Emilia Romagna, entro il 15/02/2026  i quantitativi di legname commercializzato nel 2025 tramite la nuova procedura informatizzata mediante accesso SPID

al seguente link

https://alboforestale.regione.emilia-romagna.it/

In assenza di comunicazione s’intende che l’azienda non ha commercializzato prodotti legnosi nel 2025.

Dal 01/05/2025, per iscriversi  agli albi a valenza regionale e nazionale  è obbligatorio il conseguimento della qualifica di operatore forestale da parte del titolare. 

Non sono tenuti all’iscrizione ai relativi albi nei seguenti casi 

  1. per attività in ambito forestale che non comportino il taglio della vegetazione arborea e arbustiva presente in bosco;
  2. per l’esecuzione di interventi forestali effettuati direttamente dagli imprenditori agricoli per utilizzazioni su terreni boscati in gestione alla propria azienda;
  3. per i tagli negli impianti di arboricoltura da legno a ciclo medio lungo, pioppicoltura e altre piantagioni legnose a ciclo breve;
  4. per le utilizzazioni effettuate dagli aventi diritto nei terreni soggetti ad uso civico nell’esercizio del proprio diritto di legnatico;
  5. per le cure colturali, gli interventi di miglioramento nei castagneti da frutto ed il recupero alla coltivazione dei castagneti;
  6. per tagli di autoconsumo (fino a 250 quintali e comunque nel limite massimo di 5.000 metri quadrati l’anno) e per interventi minuti di manutenzione forestale effettuati dai proprietari o dai possessori delle superfici boscate;
  7. per la raccolta del legname trasportato o depositato naturalmente in aree demaniali.

Le sanzioni previste per la mancata iscrizione al registro nazionale operatori vanno da un minimo da 500 a 1.200 Euro, per chi non tiene il registro o lo conserva per almeno 5 anni è prevista una sanzione da un minimo di 150 a un massimo di 1.500 Euro.

L’incontro annuale con i dipendenti di Cia Romagna

Nel pomeriggio del 18 dicembre si è svolta la riunione del personale del sistema Cia Romagna e dei componenti del Comitato esecutivo, per fare il punto sull’anno che sta per chiudersi e definire gli obiettivi futuri. I lavori sono stati scanditi in due parti.

Nella prima è stata ripercorsa la storia della Confederazione, sia a livello nazionale sia a livello locale, con gli interventi di Wiliam Signani (Presidente Anp Romagna), di Danilo Misirocchi (Presidente Cia Romagna) e di Alessia Buccheri (Direttore di Cia Romagna).

Nella seconda parte, il Direttore Buccheri, Miriam Bergamo (Responsabile dei servizi alla persona) e Tommaso Stella (Responsabile amministrativo) hanno analizzato l’andamento dei vari settori e il quadro complessivo del sistema Cia Romagna.

Un incontro che ha rappresentato una condivisione profonda dell’identità e dei valori di Cia Romagna: chi è, cosa e chi rappresenta; quali attività e quali servizi offre oggi; quali sfide l’attendono, la sua evoluzione nel tempo e le prospettive future. Tutti gli interventi hanno ribadito il valore del lavoro di squadra, del confronto e della formazione continua, elementi fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza, la coesione del gruppo e migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro, del lavoro e dei servizi erogati ogni giorno alle imprese e alle persone.

Prima parteSignani, ora presidente Anp Romagna, è stato il primo presidente “agricoltore” nella storia di Cia nel 1992 con l’Emilia-Romagna a fare da apripista di quella che è la regola a livello nazionale dei dirigenti agricoltori dal 2014, anno dell’autoriforma dell’Organizzazione. L’excursus di Signani è partito dal 1945, dalla fine della Guerra e dalla nascita della Repubblica, passaggi fondamentali per capire la formazione di Cia, i valori su cui si fonda, la sua missione e visione, la sua capacità di evolvere al cambiare del cotesto storico del nostro Paese mantenendo saldi i valori e la mission. Con la storia della Cia Signani ha ripercorso la storia d’Italia e della Romagna, senza tralasciare né i passaggi complicati né le soddisfazioni.

Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna, si è soffermato sugli anni dal 2017 in poi, ripercorrendo il percorso che ha portato alla nascita di Cia Romagna dalla fusione delle tre Cia di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, anche molto diverse fra loro per tanti aspetti. Questi anni di Cia Romagna non sono stati facili: covid, gelate e alluvioni hanno inciso molto sugli agricoltori, sui tempi e sui modi dell’ingranaggio del sistema Cia nella versione romagnola, tanti erano i passaggi da fare e tanti sono stati fatti, quasi tutti gli obiettivi della fusione sono stati raggiunti: rappresentare di più per contare di più politicamente all’esterno e anche per contare di più nel sistema Cia regionale e nazionale. Sono state affrontate scelte anche molto difficili “ma se c’è un problema bisogna cercare di risolverlo”, ha specificato Misirocchi, sottolineando con soddisfazione che “c’è un’anima di Cia Romagna, fra i soci e fra i dipendenti”.

In questa prima parte, sia in vista della prossima assemblea elettiva, sia per il ricambio del personale con molti nuovi ingressi degli ultimi anni e dell’ultimo periodo (l’età media dei dipendenti è 44 anni), è stato approfondito anche quali sono, come si costituiscono e come sono strutturati gli organi di rappresentanza. È stata l’occasione poi per informare che dal 7 al 22 gennaio 2026 si svolgeranno le assemblee elettive territoriali nelle sette zone in cui è articolata Cia in Romagna per arrivare al 13 febbraio 2026 all’Assemblea elettiva per il rinnovo degli organi della Cia Romagna.

Il Direttore Alessia Buccheri ha richiamato l’attenzione sugli articoli 2 e 3 dello Statuto di Cia, articoli sui principi fondamentali e sulla rappresentanza, e ha sottolineato come la guida dell’impresa agricola gli operatori la svolgano tutti i giorni in ufficio e come il lavoro della rappresentanza e quello operativo dei dipendenti siano, ognuno nei propri ruoli, parte di una e unica entità che è Cia Romagna.

Seconda parte – Il Direttore partendo dall’illustrazione dell’organigramma ha messo in evidenza la riorganizzazione della struttura avvenuta e in corso. Il Direttore Buccheri (che è anche Responsabile dei servizi alle imprese), Miriam Bergamo (Responsabile dei servizi alla persona) e Tommaso Stella (Responsabile amministrativo), nei loro interventi dettagliati hanno evidenziato i punti di forza e i risultati ottenuti sin qui e si sono poi soffermati sugli aspetti che necessitano di una maggiore attenzione nel 2026: questo per rafforzare alcuni servizi già esistenti, per avviarne dei nuovi e per portare a regime alcune modalità di lavoro e operatività. Dai risultati sin qui ottenuti anche dal punto di vista del bilancio di Cia Romagna, che si dimostra solido, è maturata la possibilità di investire sui lavoratori introducendo dal 2026 un premio di risultato che sarà erogato entro giugno dell’anno successivo in base al rispetto di determinati parametri.   

La riunione si è conclusa con il tradizionale momento conviviale per lo scambio degli auguri di buone feste.

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