Le imprese agricole colpite dalle alluvioni che hanno interessato l’Emilia Romagna nell’autunno 2024 potranno accedere alle stesse misure di sostegno già previste per gli eventi del 2023, con procedure più semplici e criteri aggiornati per il ripristino dei terreni e delle colture danneggiate.
Sintesi del documento divulgativo sul programma Cia–Agricoltori Italiani 2026
Il Documento Programmatico 2026 di Cia–Agricoltori Italiani si colloca in un contesto storico, economico e geopolitico segnato da profonde trasformazioni.
Accordo rinviato alla Corte di Giustizia Europea per valutarne la compatibilità “Nostra manifestazione a Strasburgo determinante”
BOLOGNA, 21 GENNAIO 2026 – “Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.
Serve reciprocità piena: standard Ue, controlli serrati. Anche casi isolati minerebbero fiducia consumatore. 680 milioni di export di riso minacciati da concorrenza sleale
Bologna, 20 gennaio 2026 – Una delegazione di 100 agricoltori da tutta la regione per rappresentare la Cia dell’Emilia Romagna alla manifestazione di protesta. “Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi”. Dalla seconda mobilitazione europea nell’arco di due mesi, dopo quella a Bruxelles, si leva la voce del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Dati alla mano, lo scenario è preoccupante, soprattutto per i comparti più sensibili: zootecnia e risicoltura in testa.
Il presidente Fini: “Non ci fermeremo. Vogliamo, nero su bianco, il rispetto degli stessi standard Ue, controlli serrati, clausole di salvaguardia rapide ed efficaci”
“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani. Per questo manifesteremo, con una numerosa delegazione di agricoltori, il 20 gennaio a Strasburgo”. Ad annunciarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che precisa: “Lo accetteremo solo alle nostre condizioni”.
Apertura portale Più Impresa 2025 (Decreto Interministeriale del 23 febbraio 2024 del Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato sulla G.U. n. 86 del 12 aprile 2024).
Le ultime novità in merito alla diffusione dell’epidemia della Psa, Peste suina africana, riguardano un avanzamento della malattia dal fronte meridionale della nostra Regione. Infatti, a seguito del rinvenimento di diverse carcasse di cinghiale positive sull’appennino pistoiese, si è aggiunto alla Zona di restrizione( ZR) I il comune di Lizzano in Belvedere in provincia di Bologna, classificato come “territorio in cui non sono stati registrati casi di peste suina africana, ma che si trova al confine con la zona in cui invece sono stati confermati uno o più casi”.
ROMA – L’accordo raggiunto sul prezzo del latte evidenzia la necessità di riportare equilibrio tra la domanda e l’offerta e alleggerisce il peso di una crisi che stava ricadendo completamente tutta sugli allevatori. In questo senso, il tavolo negoziale al Masaf, con il ministro Lollobrigida, è un risultato positivo su cui continuare a costruire le migliori condizioni di lavoro per i nostri produttori. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, esprimendo apprezzamento per l’approccio dimostrato da tutte le parti in causa, a tutela di un comparto strategico dell’agroalimentare nazionale.
BRUXELLES – “Siamo in piazza per dire no a un’Europa che svende l’agricoltura, mette le armi davanti al cibo, compromette la sicurezza alimentare dell’Unione e rischia di far chiudere, solo in Italia, oltre 270mila aziende del settore. È inaccettabile: o arriva una scossa politica forte e un cambio di rotta deciso o si condanna il nostro futuro”.